Le ragioni degli ambientalisti sull’emergenza rifiuti in Italia
Da tempo i Verdi si sono adoperati, a livello europeo ed italiano, affinché vi fossero delle disposizioni per diminuire i rifiuti, riciclarli con una raccolta differenziata, recuperare solo il non riciclabile ed in fine smaltire solo il non recuperabile.
Il Parlamento Europeo ha infatti definito in maniera chiara la gerarchia delle politiche da attuare e dei sistemi di smaltimento da realizzare: prevenzione, riuso, riciclaggio e, ove null’atro è possibile, inceneritori (quelli erroneamente chiamati termovalorizzatori) e discariche. Non avendo attuato queste disposizioni, al danno che è sotto i nostri occhi, si aggiungerà la beffa della procedura d’infrazione e della probabile condanna da parte della Comunità Europea che sarà pagata da tutti gli italiani.
Eppure con il D.Lgs. n° 22 del lontano 1997 il ministro Verde Edo Ronchi recepì le disposizioni europee ed emanò linee guida per lo smaltimento dei rifiuti, da realizzare con la diminuzione, il riuso ed il riciclo degli stessi, che ci avrebbe dovuto portare al 35% di raccolta differenziata, tant’è che oggi l’80% dei comuni si trova “fuorilegge”. Pertanto i Verdi si sono sempre battuti per l’osservanza delle disposizioni europee e della legalità nella gestione dei rifiuti, mentre chi ha pensato e realizzato il contrario, ha solo sperperato un’enorme quantità di risorse economiche e, per nascondere le proprie responsabilità, addossa ai Verdi, e più in generale al mondo ambientalista, il diniego sulle cose veramente utili da fare: ” Se punti il dito verso la luna, l’idiota guarderà il dito“.
Naturalmente la città di Foggia è lungi dall’aver preso coscienza di incorrere nel rischio che oggi affligge Napoli e la sua provincia, e lì come qui, i Verdi continuano inascoltati a chiedere un immediato avvio della raccolta differenziata senza la quale qualsiasi smaltimento dei rifiuti risulterà inefficace e dannoso. D’altronde per essere rimasti inascoltati stiamo assistendo allo scempio dello sradicamento di qualsiasi traccia di verde (alberi ed arbusti sani) sia in piazza Umberto Giordano, sia, ancora peggio, nella Villa Comunale, senza che si conosca quale risultato si intende alla fine raggiungere. Questi cattivi esempi dell’amministrazione inducono anche i privati a far tagliare impunemente gli alberi in altre parti della città, come accaduto su via Rovelli, su viale Ofanto, nel Piccolo Seminario e nella stessa Facoltà di Agraria (di cui fa parte il consulente dell’Assessore Pontone – prof. Ciccarone).
Foggia, 18/01/2008
Mimmo Di Gioia
per la Federazione dei Verdi di Foggia